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Come scegliere un web designer: 10 domande chiave
Pubblicato il 22 ottobre 2026 · Boutique.Web

Perché la scelta di chi realizza il sito non va presa alla leggera
Si scelgono un web designer o un'agenzia facendo le domande giuste prima di firmare, non guardando solo il numero finale del preventivo. Un sito web ti accompagna per anni: se la scelta è sbagliata, te ne accorgi solo dopo il lancio, quando cambiare fornitore significa perdere tempo, contenuti e in alcuni casi anche il dominio. Le dieci domande di questa guida servono proprio a questo: farti capire, prima di firmare, se chi hai davanti lavora in modo trasparente.
Prima di partire: freelance, agenzia o altro?
Prima di arrivare al colloquio, decidi se stai cercando un freelance, un'agenzia strutturata o un servizio con pacchetti già definiti: ognuna di queste strade ha tempi, costi e capacità diverse di gestire un progetto. Non è il tema di questo articolo entrare nel confronto tra le tre opzioni — ci sono altri aspetti da valutare prima di scegliere l'agenzia giusta che meritano un ragionamento a parte — ma tieni presente che le domande che leggerai qui valgono per qualsiasi tipo di fornitore tu stia valutando.
Le 10 domande da fare prima di scegliere chi realizza il tuo sito web
Prima di accettare un preventivo, porta al colloquio queste domande e osserva non solo cosa risponde il tuo interlocutore, ma come lo fa: una risposta vaga su un punto importante vale quanto una risposta chiara. Una struttura di domande e segnali di allarme simile a questa è alla base di qualsiasi checklist di domande e segnali di allarme pensata per chi deve scegliere un fornitore web.
- Di chi sarà il sito, il codice e il dominio a fine lavoro? Risposta ideale: tu sei l'unico proprietario del dominio, del codice e dei contenuti, con accesso pieno alle credenziali. Segnale d'allarme: il dominio resta registrato a nome del fornitore o si parla di "licenza d'uso" del sito invece che di proprietà piena.
- Cosa è compreso nel prezzo, voce per voce, e cosa è extra? Risposta ideale: il preventivo elenca ogni voce — grafica, numero di pagine, testi, SEO di base, formazione all'uso — con il relativo costo. Segnale d'allarme: il prezzo è una cifra unica senza dettaglio, oppure gli extra emergono solo quando il lavoro è già iniziato.
- Quali sono i costi ricorrenti (hosting, dominio, manutenzione) e chi li intesta? Risposta ideale: ti vengono spiegati con chiarezza i costi annuali, a chi sono fatturati e se puoi cambiare fornitore di hosting in futuro. Segnale d'allarme: questi costi vengono menzionati solo dopo la pubblicazione del sito o restano nascosti dentro un canone non specificato.
- Quanti giri di revisioni sono inclusi? Risposta ideale: il numero di revisioni è scritto nel preventivo o nel contratto, con un criterio chiaro per eventuali richieste aggiuntive. Segnale d'allarme: le revisioni vengono descritte come "illimitate" senza alcuna specifica, oppure l'argomento non viene affrontato affatto.
- Che SEO è davvero inclusa, e come si misurano i risultati? Risposta ideale: ti vengono spiegate le attività SEO realmente incluse (title, meta description, struttura delle pagine) e dove potrai verificare che siano state fatte. Segnale d'allarme: promesse di posizionamento "garantito" su Google o numeri di traffico sparati senza spiegare come si raggiungerebbero.
- Quali sono i tempi di consegna e cosa serve da parte mia? Risposta ideale: ricevi una tempistica realistica, con le scadenze di ciò che devi fornire tu — testi, immagini, feedback sulle bozze. Segnale d'allarme: tempi vaghi o promesse di consegna lampo per un progetto che richiede evidentemente più lavoro.
- Chi segue il progetto e chi risponde dopo il lancio? Risposta ideale: sai fin dall'inizio chi è il referente durante la realizzazione e chi risponde alle richieste di supporto dopo la pubblicazione. Segnale d'allarme: nessuno ti sa dire cosa succede dopo la consegna, o il supporto post-lancio non compare da nessuna parte nel contratto.
- Su quale tecnologia è costruito il sito, e posso portarlo altrove? Risposta ideale: ti viene indicata la piattaforma usata, per esempio un CMS diffuso come WordPress, e confermata la possibilità di spostare il sito su un altro hosting o affidarlo a un altro fornitore in futuro. Segnale d'allarme: il fornitore usa una tecnologia proprietaria e lascia intendere che senza di lui il sito "non si può toccare" — un tema su cui vale la pena fare domande puntuali su tecnologia e portabilità del sito prima di firmare.
- Posso vedere lavori reali e parlare con un cliente? Risposta ideale: ti mostra un portfolio di siti realmente online, non solo mockup, e accetta che tu contatti almeno un cliente precedente. Segnale d'allarme: ti mostra solo grafiche mai pubblicate o si rifiuta di metterti in contatto con chi lo ha già scelto.
- Cosa prevede il contratto su penali, durata minima e recesso? Risposta ideale: esiste un contratto scritto che specifica cosa succede in caso di ritardi, se c'è un vincolo di durata minima e come puoi recedere. Segnale d'allarme: non esiste alcun contratto scritto, oppure le clausole di recesso sono vaghe o particolarmente penalizzanti per te.
Segnali d'allarme da non ignorare
Alcuni segnali, presi singolarmente, potrebbero sembrare dettagli trascurabili: messi insieme, raccontano come lavorerà davvero chi hai davanti.
- Prezzo comunicato solo a voce, senza nulla scritto nero su bianco.
- Promesse di risultati SEO "garantiti" o tempi di consegna irrealistici per la complessità del progetto.
- Nessuna disponibilità a mostrarti un portfolio reale o a metterti in contatto con un cliente precedente.
- Proprietà del dominio, del codice o dei contenuti che resta in capo al fornitore anche dopo il pagamento.
- Assenza di un contratto scritto o clausole di recesso poco chiare.
Checklist riassuntiva da portare al colloquio
Prima dell'incontro con un web designer o un'agenzia, porta con te questa checklist sintetica e spunta ogni punto mentre ne parlate.
- Proprietà del sito, del codice e del dominio a lavoro concluso.
- Preventivo con voci di costo dettagliate, senza extra a sorpresa.
- Costi ricorrenti di hosting, dominio e manutenzione dichiarati in anticipo.
- Numero di revisioni incluse scritto nel preventivo o nel contratto.
- Attività SEO effettivamente incluse e modalità per verificarne i risultati.
- Tempi di consegna realistici e materiali richiesti da parte tua.
- Referente durante il progetto e supporto previsto dopo il lancio.
- Tecnologia usata e possibilità di portabilità futura del sito.
- Portfolio di lavori reali e contatto con almeno un cliente.
- Contratto scritto con penali, durata minima e condizioni di recesso.
Domande frequenti
Chi realizza un sito web? Un sito web può essere realizzato da un professionista freelance, da un'agenzia con più figure specializzate, oppure da un servizio con pacchetti predefiniti. In tutti i casi, le dieci domande di questa guida restano valide per capire con chi stai per lavorare.
Come si chiama chi realizza i siti web? Il termine più usato è web designer, quando il lavoro riguarda soprattutto l'aspetto grafico e l'esperienza di navigazione, oppure web developer, quando prevale la parte tecnica e di programmazione. Spesso le due competenze convivono nella stessa persona o nello stesso team di lavoro.
Se invece la tua ricerca riguardava un "creatore di siti" nel senso di strumento fai-da-te — i builder online che permettono di costruire un sito senza assumere nessuno — è un argomento diverso da quello trattato qui, legato alla scelta di un software e non di un professionista.
Se vuoi partire da una base in cui molte di queste domande hanno già una risposta scritta — costi dettagliati, numero di revisioni incluse, proprietà piena del sito — puoi dare un'occhiata ai pacchetti di Boutique.Web, pensati per la trasparenza fin dal preventivo.